Il Vangelo di Giovanni - Matt Schvaneveldt

Ciclo di Lezioni Bibliche sul Vangelo di Giovanni


Giovanni 17, 17-19

Giovanni 17, 17-19
La missione


Giovanni 17, 20-23

Giovanni 17, 20-23


Giovanni 17, 24: La nostra speranza

Giovanni 17:24 24Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.

Come niente può separare il Figlio dall’amore del Padre così nulla può separarci da questo amore. Abbiamo capito questa grande speranza che tutti noi abbiamo? Abbiamo visto che la speranza è l’ancora delle nostre anime. Una persona comune può essere portato via facilmente da qualsiasi corrente, ma la nostra barca è ancorata fermamente al fondale marino nell’amore divino. Un giorno saremo con Dio e godremo di tutta la sua gloria!


Giovanni 17, 25-26

Giovanni 17:25-26 25Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; 26e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’ amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro».

Gesù iniziava questa richiesta pregando “Padre giusto”. È buono per noi cominciare a comprendere l’amore di Dio parlando del fatto che Dio è giusto. Spesso abbiamo un concetto sbagliato di che cosa sia l’amore. Quando pensiamo al fatto che Dio è amore pensiamo ad un nonno che sorride divertito a quello che facciamo. Un bonaccione che non ci riprende mai. Così è facile pensare a Dio come qualcuno che quasi ride quando pecchiamo. Come questo nonno che dice…”non fa niente…non c’è problema!”
Ma non è così. Gesù pregava “Padre giusto…” Quando comprendiamo il fatto che Dio è giusto allora possiamo comprendere che cosa sia veramente l’amore. Il fatto che Dio è giusto significa che non può chiudere un occhio quando pecchiamo. Perché è un Dio giusto, ogni peccato sarà pagato e il salario del peccato è la morte.Il Padre è giusto e noi peccatori non possiamo stare davanti a lui.
Come si applica tutto questo all’amore di Dio? Perché il vero amore non chiude un occhio, ma risolve il problema agendo. Dio ci ha così tanto amato che ha dato il suo unigenito Figlio per noi. Perché l’uomo non poteva stare davanti ad un Dio giusto a causa del proprio peccato, il Dio giusto è diventato uomo ed è morto per pagare i nostri peccati. Chiudere un occhio sui nostri peccati sarebbe stato impossibile per un Dio giusto d’amore, ma un Dio giusto d’amore poteva morire per i nostri peccati, togliendo il problema. Possiamo vedere di più l’amore di Dio da quando ha soddisfatto la sua giustizia, attraverso l’offerta di suo Figlio che è morto e risorto per noi.


Giovanni 18, 1-11

Giovanni, 18:10 10Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo del sommo sacerdote, recidendogli l’ orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. 11Ma Gesù disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero; non berrò forse il calice che il Padre mi ha dato?»

Tutti sono scappati ma non Pietro. Lui voleva proteggere il suo Signore. Sembra nobile quello che Simone voleva fare ma veramente era molto carnale. Pietro era già stato ripreso per questo atteggiamento di voler tenere in vita Gesù. Gesù si era rivolto a lui chiamandolo Satana perché non aveva capito che era necessario che il Cristo morisse per salvare il suo popolo. Gesù aveva appena chiesto la liberazione dei suoi discepoli e Pietro, invece di fidarsi del Signore, ha disubbidito, ha preso la spada piccola e ha attaccato il servo del sommo sacerdote, che si chiamava Malco (un dettaglio che sarà importante più avanti), tagliandogli l’orecchio.

Ma Gesù non era venuto per vincere il nemico con le spade. È venuto per salvare. È venuto per dare la sua vita. Luca ci dice che Gesù ha guarito l’orecchio di Malcoe dopo ha comandato a Pietro di mettere via la spada. Perché?

a) A motivo del calice. Gesù ha ricevuto la risposta per quello che aveva pregato. La volontà di Dio per Cristo era che lui bevesse questo calice. La spada di Pietro interferiva con questo piano. Gesù era ormai determinato a bere il calice perché questa era la volontà di suo Padre per Lui!

b) Gesù dirà a Pilato: Giovanni 18:36 36Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui».

c ) Se avesse voluto difendersi, cristo non avrebbe avuto bisogno della spada di Pietro ma poteva usare gli angeli al suo comando. Matteo 26:53 53Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’ angeli?

d) Matteo 26:52 52Allora Gesù gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada.

Con le sue parole Gesù ha comunicato a tutti loro, e anche a noi, che quella notte Lui, il Cristo, era in controllo di tutto. Tutto quello che è successo faceva parte del suo piano. La passione di Cristo non è stato frutto di un precipitare degli eventi. Quella notte Cristo ha confermato la sua decisione di offrire in sacrificio la sua vita, di bere quel calice amaro. Perché? Per salvare la sua chiesa. Ha fatto tutto questo per noi.


Giovanni 18, 12-18; 25-27: Il Rinnegamento

Giovanni 18:25-27 25Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi, e gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?» Egli lo negò e disse: «Non lo sono». 26Uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’ orecchio, disse: «Non ti ho forse visto nel giardino con lui?» 27E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.

Pietro aveva avuto l’opportunità di pregare prima di affrontare questa tentazione. Ma si era addormentato

Matteo 26:40-41 40Poi tornò dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me un’ ora sola? 41Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole».

Se abbiamo la giusta ambizione di resistere al peccato …dobbiamo pregare. Dobbiamo dimostrare al Signore che abbiamo bisogno di Lui. Dobbiamo confessare che nella nostra forza umana, non ce la facciamo! Dobbiamo implorare il Signore per la sua grazia e la sua misericordia. Dobbiamo confessare le nostre debolezze a Lui. Il fatto che siamo piccoli e che Lui è grande. Siamo deboli, ma Lui è forte.

Cosa facciamo durante le prove? Cosa facciamo prima e durante le tentazioni? Preghiamo! Preghiamo. Preghiamo. Tre volte Pietro non ha pregato e ironicamente tre volte ha rinnegato Il suo Signore.


Giovanni 18, 19-24

Il sinedrio non riuscì a trovare la verità perchè non volevano sapere se Gesù fosse veramente il Messia. Erano più interesatti a salvare il loro stile di vita. E tu? Hai appena sentito parlare di tutte queste profezie sul Messia che furono perfettamente adempiute nella vita di Cristo. Queste profezie vennero scritte centinaia anni prima della nascita di Gesù eppure parlavano del luogo dove Gesù sarebbe nato, dei miracoli che avrebbe fatto. Credi che Gesù sia il Messia? Colui che salva l’uomo dai propri peccati? Oggi non devi fare lo stesso errore che fecero i membri del sinedrio. È vero che seguire Cristo ti costerà qualcosa, ti cambierà la vita. Sarai meno popolare, meno a tuo aggio in questa società. Questa scelta cambierà le tue tradizioni e significherà che dovrai soffrire ed essere perseguitato. Ma questo messaggio di Cristo è la verità. Non vivrai più in una realtà finta, legata alla vita su questa terra. Vivrai nella verità. La verità vi farà liberi. Non dobbiamo essere di quelli che rifutarono Gesù, lo schiaffegiarono per difendere e protegere I propri diriti, il proprio stile di vita. Noi dobbiamo difendere Cristo. Possiamo aver fiducia e credere alla testimonianza di Cristo come abbiamo visto. Non chiediamoci “Chi sono i suoi discepoli?” Facciamoci la domanda più importante “Chi è Gesù?” La risposta ci cambierà per sempre.


Giovanni 18, 38; 19, 16

Giovanni 18, 38;
Giovanni 19, 16


Giovanni 19 I

Giovanni 19 I


Giovanni 19 II

Giovanni 19 II


Giovanni 19, 31-42

Giovanni 19, 31-42


Giovanni 20, 1-10

Giovanni 20, 1-10


Giovanni 20, 11-18

Giovanni 20, 11-18