Isaia 48

Leggiamo Isaia 48:1-2, 6-8, 18.

L’insegnamento d’oggi è sull’Ipocrisia

Parliamo particolarmente su carattere ipocritico di noi come credenti/Cristiani.
I Giudei nell’Isaia 48 pensavano di essere importanti poiché erano il popolo scelto di Dio. Amavano giurare nel nome del Signore e di pronunciare in modo orgoglioso il nome di Gerusalemme, la città santa.
Ma si comportavano in questo modo senza verità o giustizia, come ci dice Isaia.
Ogni volta che il Signore voleva rivelare a loro nuove cose, rifiutavano di ascoltare e di vedere.
Erano cosi concentrati alla giustificazione di se stessi che non c’era nessun spazio rimasto a Dio di manifestare Se Stesso.
Per la cattiveria della loro natura umana non erano capaci di obbedire i comandamenti di Dio, e per questo hanno creato delle loro leggi da seguire.
In questo modo pensavano di accontentare il Signore.
Però, nel versetto diciotto vediamo le conseguenze: non hanno guadagnato la pace abundante; tutto sarebbe stato messo nella loro disposizione se avevano seguito il Signore.

Visto che io sono convinta che tante storie della bibbia sono scritte per noi di imparare delle lezioni, voglio adesso rivedere degli esempi di persone ipocritiche.

Iniziamo con Caino
Leggiamo da Genesi 4:3-7.
Il sacrificio d’Abele era stato accettato non semplicemente perché era un animale o perché era il meglio di quello che lui aveva, ma era in ogni modo dato con obbedienza secondo quello che Dio aveva rivelato.
Caino, disprezzando le istruzioni divine, ha semplicemente portato quello che voleva lui: alcuni della sua raccolta.
Invece di chiedere perdono per i sui comportamenti peccatrici lui era ostile verso Dio, il quale non poteva uccidere. Quindi essendo geloso del suo fratello, l’ha finalmente ucciso.
Quale era l’aspetto ipocrita nell’atteggiamento di Caino?
Ha finto di osservare le leggi del Signore ma nelfratempo era concentrato sulle sue prestazione.
Ha pensato di accontentare il Signore dandoli qualcosa che aveva coltivato con il suo sudore e lacrime.

Vediamo I Farisei
Leggiamo da Matteo 23:13-36.
Vediamo nel versetto 35 che il Signore Gesù fece il legame tra I Farisei e Caino:
ipocrisia ha portato al spargimento del sangue prezioso dei profeti del Signore e di Abele.
Sicuramente anche Gesù sapeva gia che il Suo sangue sarebbe stato sparso dagli ipocriti: I Farisei e tutta la gente che non resistevano la giustificazione di Dio resa contro la loro non giustificazione.

In questa parte di Matteo vediamo il nocciolo d’ipocrisia. Il Signore Gesù punta in modo perfetto il cuore corrotto dei Farisei.
Se possiamo riassumere i fatti:

  1. Da versetto 13 e 15 : non bastava essere non giustificati, loro insegnavano agli altri la stessa cosa, bloccando loro di entrare al regno del Cielo.
    In versetto 14: fingevano di aiutare le vedove ma nello stesso tempo vendevano le case delle vedove.
  2. Da versetto 16 a 22: come i Giudei nell’Isaia 48, hanno inventato vari bigotti per giurare: fingono che, giurando su oggetti alti, le loro promesse diventerebbero più plausibili. Il Signore Gesù ha detto che non dobbiamo giurare niente affatto; il nostro ‘si’ sia ‘si’ e il nostro ‘no’ sia ‘no’ (Matteo 5 versetto 37)
  3. Versetti 23 e 24: hanno sostituito la giustizia, la misericordia e la fede, concentrandosi su dettagli della legge meno importanti.
    Versetti 25-28: hanno dato importanza alla tradizione più alla parola di Dio e erano alla ricerca solo della purificazione esteriore. All’interiore non avevano niente a che fare con Dio mentre a loro esteriore apparivano dei religioso.
  4. Versetto 29 a 32: come è stato detto prima, pensavano in modo ridicola di essere giustificati quando stavano pianificando l’omicidio della Messia.

Uno può pensare che i suddetti aspetti nel comportamento dei Farisei sono cose meno importanti e possono essere semplicemente soggetti a miglioramenti. Ma il Signore Gesù è molto serio con la Sua condanna su tali comportamenti.
Leggiamo adesso da Matteo 12 da 31 a 32.
Questo momento particolare in cui il Signore Gesù si indirizzava ai Farisei, era un punto di non ritorno per i confronti tra Lui e loro.
Perché?
Hanno visto tutti i miracoli fatti da Gesù. Hanno sentito tutto quello che ha detto Lui. Lo stesso hanno rifiutato quello che sapevano che era di Dio. Non potevano rifiutare la realtà di quello che Lo Spirito Santo aveva fatto attraverso Gesù. Era lo Spirito Santo che aveva testimoniato e continua a testimoniare tutt’ora di Cristo e rende conosciuta la Sua verità al popolo. Quando viene rifiutata questa verità, nessun perdono è possibile! I Farisei sapevano di questo fatto e dunque, come Caino, volevano uccidere Dio; in questo caso Suo Figlio. Con questo rigetto I Farisei si sono condannati. Romani 1 da 18 a 19 è molto applicabile ai Farisei: hanno represso la verità nell’ingiustizia e quindi meritano l’ira di Dio.
Lo stesso pensavano di accontentare Dio cosi mantenendo le leggi tradizionali e erano convinti di poter portare se stessi ad un livello più alto che finalmente gli farà raggiungere una sorta di salvezza per se. Questo è il nocciolo dell’ipocrisia!

I Farisei sono un esempio chiaro di noi. Guardando loro vediamo che l’orgoglio è l’opposto dell’umiltà ed è legato strettamente all’ipocrisia.
Leggiamo da Luca 18:9 a 14.
Il Fariseo, pieno dell’orgoglio, con i suoi occhi verso l’alto, ringrazia Dio perché lui era meglio del pubblicano. L’orgoglio ci porta a giudicare gli altri; essendo contento con se stesso il fariseo prende se stesso come punto di riferimento e poi conclude che l’altro è cattivo.
Poi, se guardiamo al pubblicano vediamo che lui ha preso una posizione umile, i suoi occhi verso giù, ammettendo la sua nullità e il suo bisogno della grazia di Dio.
Vediamo come Gesù conclude questa parabola.
Lui dice che è solo l’uomo umile che è giustificato!
In altre parole: ipocrisia ci porta alla distruzione!

Vediamo adesso Giuda Iscariota
Leggiamo adesso da Matteo 26:47, 48.
Era un atto speciale nella tradizione del Medio Oriente, baciare una persona. Tra tutte le varietà di baci (sui piedi, sulla mano, sulla palma oppure sul vestito) Giuda ha scelto l’abbraccio e il bacio sulla guancia, quello che mostrava l’intimità profonda. Giuda non poteva scegliere un modo più spregevole per identificare Gesù perché ha corrotto il suo significato normale in modo traditore e ipocritico.
Quale il momento in cui noi esprimiamo in modo evidente il nostro amore per Gesù?
Io penso che è al momento in cui prendiamo la Santa Cena. Con la Santa Cena noi esprimiamo il dolore più profondo per la Sua morte e la gratitudine più profonda per la salvezza che ci Ha dato. Mangiando il pane e bevendo il vino sono atti simbolici per esprimere il nostro amore per Lui. Con questo noi vogliamo soddisfare la Sua richiesta di ricordarLo (Matteo 26:26 a 28).
Dobbiamo essere cosciente di quello che facciamo quando partecipiamo alla Santa Cena. Se non è per amore per il Signore, sarà sicuramente per ipocrisia! Esaminiamo il nostro cuore e chiediamoci in quale condizione partecipiamo alla Santa Cena.
Facciamo finta d’essere spirituali per impressionare gli altri?
Oppure è perché vogliamo esprimere la nostra compassione per la Sua sofferenza?
O forse è perché sappiamo che non c’è nessun modo tranne il suo sangue che ci porta alla salvezza?
O perché vogliamo obbedire il Suo ultimo auguro di fare questo più frequente possibile?

Fino a adesso abbiamo visto esempi di persone che non avevano paura di Dio. Uno può dire che quindi questi esempi non sono applicabili a noi, essendo credenti.
Innanzitutto, ci chiediamo come un credente può essere ipocrita?
Io penso che i credenti devono fare molta attenzione a questo!

Adesso vediamo degli esempi di persone credenti che si sono comportati in modo ipocrita.

Pietro
Leggiamo da Matteo 16:15-17, 21-23.
Nell’esteso della parabola del Fariseo orgoglioso e il pubblicano, vediamo entrambi i comportamenti in una persona: Pietro, il discepolo di Gesù.
Nei versetti 15 a 17, Pietro, inspirato dallo Spirito Santo, testimonia che Gesù è il Figlio di Dio. Dio aveva aperto il cuore di Pietro fino a questa profonda conoscenza di Cristo nella fede. La fede di Pietro proviene da un cuore divinamente rigenerato che ha reso possibile dire una frase del genere.
Ma dopo un tempo breve, vediamo nel versetto 21 a 23 che Pietro è diventato orgoglioso dopo il complimento che ha ricevuto da Gesù. Il commento di Gesù ha contrastato in modo chiaro le Sue parole precedenti. Il fatto che Pietro dice che lui impedirà che Gesù soffre, mostra qualcosa dal di fuori.
Ma dentro il cuore di Pietro, Satana ha trovato una base d’orgoglio e gli ha detto che non aveva bisogno della sofferenza di Cristo; in modo che il piano divino della salvezza sarà bloccato.
Quante volte ci succede che dopo aver fatto qualcosa per il Signore diventiamo molto contenti di noi stessi per via del nostro orgoglio? Possiamo servire nel regno del Signore solo quando siamo deboli, piccoli e umili.
Solo allora saremmo utili strumenti nelle mani di Dio.
Quando diventiamo orgogliosi e sicuri di noi stessi, il Signore non ci può più usare e possiamo anche diventare uno strumento di Satana!

Davide
Leggiamo da 2 Samuele 12:1-6.
Vediamo che Davide era molto veloce nel giudicare l’uomo che ha rubato l’agnello. Si arrabbia immediatamente. Quanto è pungente nell’esaminare il comportamento altrui, cosi è cieco nel vedere i sui limiti. Questo è una caratteristica tipica di un ipocrita. Davide era ipocritico perché nascondeva le cose brutte da Dio e se stesso mentre giudicava gli altri.
Esaminiamo noi stessi per vedere se c’è qualcosa di simile nella nostra vita! Tendiamo a giudicare facilmente gli altri? Pensiamo che ci comportiamo abbastanza bene negli occhi di Dio; che il Signore deve essere molto contento con noi? Ci prendiamo in giro da soli!
Andiamo in pentimento con Davide dicendo “Ho peccato contro il Signore” (versetto 13).

Anania & Saffira
Leggiamo da Atti 5:1-11.
Al contrario a Davide, chi probabilmente non era consapevole della sua cecità spirituale, Anania e Saffira hanno coscientemente nascosto parte dei soldi e hanno finto di aver dato tutto quello che avevano. Sembravano di seguire l’esempio di Barnaba nell’Atti 4:37, chi aveva venduto tutto quello che aveva e ha messo sul piede dell’apostolo. Ma al contrario di Barnaba, Satana ha influenzato il loro cuore e hanno mentito allo Spirito Santo. Ricordiamo l’avvertimento di Gesù ai Farisei nel Matteo12. E’ ipocrisia di un livello molto alto e in quel primo periodo della chiesa il Signore era molto severo nella Sua punizione: sono morti immediatamente di fronte agli apostoli.
Come I Farisei, Anania e Saffira hanno rifiutato che lo Spirito Santo lavorava nella loro coscienza.

Essere come un bambino
Essere orgoglioso, dare giudizio, essere sicuro di se stesso, rifiuto dell’opera dello Spirito Santo, concentrarsi alle proprie prestazione sono tutti legati all’ipocrisia.
Come abbiamo visto, ipocrisia verrà finalmente condannato.
Come possiamo imparare ad essere umili?
Leggiamo da Marco 10:14-16.
Un bambino ha un cuore umile, ha fiducia nella dipendenza e, infatti, sa di non poter ottenere niente da solo. Accetta senza problemi di non essere importante.
Questo è l’unico comportamento giusto se vogliamo entrare il regno di Cielo.

La Chiesa di Laodicea
Nell’Apocalisse 3:14-22 sentiamo di nuovo le parole dure del Signore contro l’ipocriti. Stavolta non è indirizzato ai Farisei ma ad una parte della Chiesa! Questo vuole dire che i credenti possono essere cadere molto profondo fino ad essere vomitati dalla bocca del Signore! Il Signore, semplicemente non regge credenti che presentano comportamenti di giustizia su se stessi. Possiamo essere salvati solo quando riconosciamo il nostro bisogno del Suo oro, Suo vestito, Suo linimento per l’occhio. Solo attraverso di Lui possiamo avere la salvezza!
Gli ultimi versetti di questa parte mostrano che sembra almeno di essere un argomento molto delicato; quello di penetrare il cuore umano con questo messaggio. Ci mette in guardia dolcemente bussando sulla porta del nostro cuore.
Siamo pronti ad ascoltare la Sua voce e di aprire la porta a Lui di entrare?
Siamo pronti ad abbandonare noi stessi e ricevere il regno di Cielo come un bambino?
La ricompensa sarà grande: ci sederemo con Lui sul trono.
Ma gia adesso, durante la nostra vita in terra, riceveremo delle ricompense come ci dice Isaia 48:18. Quando l’ipocrisia sarà sostituita dall’ascolto e dall’obbedienza ai suoi comandamenti, le ricompense saranno pace e giustificazione del Signore.
Mentre la giustificazione di noi stessi ci porta solo alla distruzione; la giustificazione di Gesù ci porta pace nel cuore.