Lettera ai Colossesi - Matt Schvaneveldt

Ciclo di studi sulla Lettera ai Colossesi. Colosse, ai tempi di Paolo, era una piccola cittadina a 180km da Efeso. Si pensa che la comunità Cristiana di Colosse si sia formata grazie a Epafra, nativo di Colosse e pagano convertitosi probabilmente ad Efeso durante l'apostolato triennale di Paolo in quella città. Paolo stesso dice di non essere mai stato a Colosse. Scrive una lettera per quella comunità durante la prigionia a Roma quando Epafra va a trovarlo. La comunità di Colosse è una comunità di credenti composta principalmente da non Ebrei. Mancano infatti nella lettera i riferimenti alle abitudini del Vecchio Testamento proprie delle lettere rivolte ai circoncisi (Ebrei, Pietro,...). Colosse però stava subendo le influenze delle filosofie della zona e stava introducendo nella dottrina concetti gnostici e usanze dall'Antico Testamento. Paolo quindi scrive una lettera incentrata completamente sulla figura di Gesù, su come la nostra vita debba essere concentrata su di Lui e su nessun altra cosa. Quando si ha Gesù al centro del proprio cuore e della propria mente non c'è pericolo ne' di dottrinalismo, nè di legalismo, nè delle loro antitesi. Se amiamo Gesù con tutte le nostre forze otteniamo una miscela perfetta tra dottrina e santificazione al fine di diventare più come Lui e vivere soddisfatti nella e della Gloria del Padre.


Colossesi 1:1-2

Paolo indirizza questa lettera "ai santi e fedeli in Cristo" che sono in Colosse. E' una lettera indirizzata soprattutto ai credenti di questa piccola cittadina in Turchia. Paolo si definisce "apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio", ovvero inviato da Dio per proclamare Gesù. In questa introduzione possiamo vedere immediatamente il tema della lettera: Gesù centro di tutte le cose, completamente sufficiente per la nostra vita.


Colossesi 1:1-2 parte 2

Entriamo più nel dettaglio dell'introduzione alla lettera ai Colossesi. Essa è rivolta

  1. ai santi: Paolo scrive ad una chiesa vecchia di 6 anni e si rivolge loro come a "santi". Probabilmente il significato che Paolo dà a questa parola è diversa a quello che diamo adesso noi. I Santi non sono per Paolo di super fedeli o uomini da venerare, ma è l'insieme dei credenti.
  2. fratelli: il mondo nel quale vive Paolo è un mondo di forti divisioni (uomo-donna, libero-schiavo, ebrei-gentili, ...) Il richiamare alla fratellanza è una novità assoluta per il tempo.
  3. in Cristo: questa frase viene espressa per ben 11 volte solo in questa lettera. Quando siamo in Cristo siamo in comunione intima con lui. Ancora di più, quando siamo in Cristo anche Cristo è in noi.
  4. che sono in Colosse:è vero che quando siamo in Cristo siamo destinati alla vita celeste ma siamo anche chiamati a vivere nel nostro luogo e nel nostro tempo.
  5. grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre: grazia e pace erano saluti comuni all'epoca, la prima in greco la seconda in ebraico. Paolo sottolinea questi saluti comuni (come il nostro "ciao di adesso") elevandoli al significato datogli dal sacrificio di Gesù.


Colossesi 1:3-5

Paolo inizia a correggere la chiesa in Colosse lodando le cose positive che ci sono in questa Chiesa. E' un atteggiamento corretto quando dobbiamo riprendere qualcuno (i figli, persone subordinate al lavoro,...). Le 3 cose che Paolo trova positive nei Colossesi sono

  1. la fede che il Signore ha dato loro
  2. l'amore degli uni verso gli altri
  3. la speranza nella vita eterna

Quest'ultimo concetto è il fulcro del nostro atteggiamento. In Cristo Gesù questa speranza diventa certezza assoluta nella vita eterna. Tale certezza cambia le prospettive nella vita quotidiana. Hanno senso le preoccupazioni? Possiamo affrontare in maniera differente i problemi quotidiani se pensiamo che sono niente in confronto alla gioia della vita che ci aspetta!


Colossesi 1:5-7

La fede in Cristo Gesù dello scorso studio avviene a causa della speranza nei cieli. Guardando le notizie dal mondo spesso siamo scoraggiati. In quel momento non abbiamo la speranza spirituale data dal guardare il mondo con occhi diversi (vedi 2Re 6, 14-17). E' proprio nel momento in cui ci sono grossi problemi che avviene la crescita. Succede anche con la Chiesa: è cresciuta quando ci sono stati problemi interni (Atti 6,7) e quando ci sono stati problemi esterni (Atti 29,28).
Esiste una realtà spirituale che ci dice che c'è speranza in Cristo Gesù.


Colossesi 1:6-12

Chi stimiamo in questo mondo? Chi imitiamo? Spesso il nostro mito è un atleta o un attore o un politico. La Bibbia ci insegna che è giusto avere dei modelli ma bisogna scegliere i modelli giusti. Delle persone che seguono Cristo, che evangelizzano, che insegnano, che siano compagni di servizio, che siano ministri fedeli... Quindi dobbiamo stimare le persone giuste e riconosciamo che sono giusti modelli se cercano di diventare di più come Cristo. Perchè noi dobbiamo tendere a diventare come Gesù (santificazione) ed è più facile seguendo l'esempio di chi stimiamo.
Come possiamo onorare una persona che stimiamo particolarmente? Pregando per lei, aiutandola nel suo ministero, sostenendola in quello che fa.
In questo brano Paolo ci fa riflettere sulla figura di Epafra, che lui stimava ed onorava. Capiamo dalle sue parole il perchè.