Peccato, Confessione e Redenzione.
Leggere Isaia 59:1-21
Peccato
Leggendo nel versetto 2 che Dio ha nascosto la Sua faccia per via dei peccati, dobbiamo in anzitutto focalizzarci su una questione importante: Che cosa è il vero significato della parola “peccato”?
La legge di Dio richiede in Deut 6:5: “Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.”.
Nella caduta l’umanità aveva gia amato di più altre cose. Questa ci spiega cosa è il peccato: disonorare Dio mettendo altre cose sopra di Lui, e reagendo su queste preferenze. Abbiamo glorificato quello che amiamo di più. E non è stato Dio. Abbiamo perso il target per cui siamo stati create.
Quindi il peccato non è una cosa piccola, perché non è contro un Dio piccolo. La serietà di un insulto cresce con la dignità di chi è insultato. Il creatore dell’universo è infinitamente degno di rispetto, ammirazione e lealtà. Quindi mancanza di amarLo è tradimento.
Per questo ci dice Rom 6:23 che “il salario del peccato è la morte;” ed Ezech18:4 “l’anima che pecca sarà quella che morrà”
Questo vuole dire che Dio non farebbe nient’altro che punirci.
Nonostante il fatto che noi non abbiamo amato Dio, per amore nostro Lui ha mandato Suo figlio per sopportare la punizione di tutti noi che confidiamo a Lui. Gesù non ha cancellato l’ira; Lui l’ha assorbita e deviato da noi a se stesso.
Rom 10:10 dice: “Infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati.” Credere con il cuore e confessare con la bocca che Gesù è il nostro Salvatore, ci salva!
Ma noi non capiremo il vero significato di essere amati da Dio se non capiamo la serietà dei nostri peccati e la giustizia della Sua ira contro di noi…
Dopo la nostra conversione ci riposiamo nel Suo amore e siamo assicurato che nessun ira sarà applicato su noi. A questo possiamo paragonarci con la gente dell'Israele che è stata denominata, il popolo di Dio. Liberato una volta dalla schiavitù in Egitto erano continuamente nel centro, nella cura e nell'amore di Dio. Ma gli Israeliti hanno sono smarrito e hanno deluso il loro Dio in vari sensi. Nello stesso modo malgrado la nostra liberazione dal peccato possiamo comunque essere separati attraverso il peccato!
Questa domenica desidero riflettere circa la domanda: che cosa parlare sul peccato se sono un credente?
Come abbiamo imparato nel capitolo precedente: una volta diventati giusti in Cristo, niente può cambiare più questo. Se ci siamo convertiti con un cuore contrito, saremo per sempre nella mano di Dio perché è stata crocefissa la vecchia vita con Cristo sulla croce e abbiamo ricevuto la nuova vita. Se qualcuno è redento attraverso il sangue di Cristo, niente può annullare la salvezza di questa persona come dichiara Rom 8:38,39.
Come credenti, possiamo ancora inciampare, significando cadere nel peccato. Questo è perché abbiamo ancora la carne peccaminosa in noi che, se la permettiamo, può attivarsi. Rimaniamo fallibile fino a rinnovare il nostro corpo deteriorabile al ritorno del Signor Gesù diventando corpo non deteriorabile come suo (1 Cor 15:50 - 58).
Il versetto 2 d’Isaia 59 dice che il peccato ci separa dal Dio. In che modo il peccato ci separa? Il peccato non necessariamente separarci dalla presenza di Dio, perché Dio è dappertutto (Salmo 139:7) e perfino Satana può avere un’udienza con Dio (Giobbe 1:6). Il peccato non ci separa dall'amore di Dio, perché Dio ama i peccatori (Rom 5:8). Ma il peccato ancora separa:
- Il peccato ci separa dalla comunione con Dio, perché nel momento di peccare non pensiamo più come Dio.
- Il peccato ci separa dalla benedizione di Dio, perché nel momento di peccare non fidiamo più e non ci abbandoniamo più a Lui.
- Il peccato ci separa da alcuni benefici dell’amore di Dio, anche se il figlio prodigo(Luca 15:11-32) era sempre amato da Suo padre, purtroppo non godeva dei benefici del suo amore mentre era nel peccato.
- Il peccato ci separa, in qualche modo, dalla protezione di Dio, perché Lui permetterà delle tribolazioni sulla nostra strada in modo da correggerci, come vediamo anche nella storia degli israeliti.
Quando pecchiamo, rattristiamo il Signore , ma non saremmo rigettati. Peccare come credente non ha niente a che fare con the salvezza eterna, ma ha a che fare con la relazione con Dio.
Spero che sia chiaro che come convertiti non possiamo parlare del peccato generale che separa da Dio. Come ho detto prima, la vecchia natura è stata crocefissa sulla croce. Abbiamo una nuova natura che è senza peccato.
No, quando pecchiamo è un peccato specifico! E’ uno sbaglio che disturba la nostra relazione con Dio.
Il primo passo per la ristorazione è di riconoscere e individuare il peccato particolare.
Il secondo passo è di accettare che è sbagliato quello che abbiamo fatto e capire che questo sbaglio particolare ci separa dal Signore.
E’ importante notare che non dobbiamo alla fine della giornata pregare se il Signore vuole perdonare tutti i nostri sbagli della giornata. Il punto d’inizio è che viviamo secondo la nostra nuova natura che è giusta di fronte al Signore e possono essere solo dei peccati particolari di cui bisogna chiedere perdono!
Come possiamo riconoscere che una cosa ci separa da Dio?
Per prima cosa perché abbiamo la nuova natura, abbiamo lo Spirito Santo che stimola la nostra coscienza. Dobbiamo ascoltare attentamente quella voce sottile che ci fa riconoscere i nostri sbagli. Poi 1 Giov 1:9 ci basta che dice, se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
Ma è anche possibile purtroppo che c’induriamo i nostri cuori e rifiutiamo ad ascoltare quella voce sottile che condanna i peccati. Allora continuiamo a commettere lo stesso peccato. Dopo qualche tempo, diventiamo sordi per la voce dello Spirito Santo!
Il Signore in ogni modo non permetterà che continuiamo a rifiutare la nostra nuova natura! Userà altri mezzi per farlo chiaro al credente che persiste nel peccato.
Il libro di Giacomo contiene dei versetti notevoli (capitolo 5). In Giacomo 5:14-16 Giacomo dice che se uno si ammala, deve chiedersi la domanda: questo è un risultato di un ostacolo tra me e Dio? Quindi la malattia potrebbe essere una rimedia per il Signore di dirigerci verso la purificazione.
Innanzitutto: E’ chiaro che questo non vuol dire che tutte le malattie originano da peccati non perdonati!
In più Paolo avverte i Corinzi in 1 Cor 11 che devono essere attenti quando prendono la santa cena. Gli ha chiamati ad esaminare se stessi se ci sono delle cose impuri nella loro vita. Paolo gli dice che la mancanza d’introspezione ha già portato alla debolezza, malattia e anche la morte nella loro chiesa! Quando non giudichiamo noi stessi, il Signore verrà in giudizio con noi…
Queste sono parole severe e dobbiamo applicare gli avvisi di Giacomo e Paolo nelle loro vite.
Confessione
Dopo aver riconosciuto il peccato dobbiamo procedure nel passo successivo: La Confessione.
Cosa sono le caratteristiche di vera confessione?
Leggiamo prima Luca 15:11-24.
- Guarda al Signore, non al nessun altro
Dopo aver riconosciuto che abbiamo agito male potrebbe essere difficile ad affrontarLo. E’ com’essere un bambino che dopo aver fatto qualcosa di sbagliato, deve venire ai suoi genitori.
Lui sa che i suoi genitori saranno arrabbiati e lo rattrista anche. Pensiamo del figlio prodigo che dice in Luca 15:18: Io mo alzerò e andrò da mio padre.
Il figlio viveva originariamente nella presenza di suo padre. Poi ha deciso di vivere una vita separata. Dopo qualche tempo lui ha capito che la vita che viveva era una vita sdegna senza delle benedizioni e benefici della casa del padre.
Quindi il ragazzo ha deciso di ritornare alla presenza di suo padre. Il padre in questa storia non è arrabbiato o rattristato quando ha visto suo figlio venire da lontano; al contrario era pieno di compassione!
Quando Gesù ha raccontato questa parabola, non ha descritto l’attitudine del padre facendo una storia romantica con una fine buona!
Nella parabola Lui voleva trasmettere il messaggio che il Padre aspetta veramente i peccatore di ritornare a Lui e il cuore del Padre è pieno di compassione. L’amore di Dio è sempre presente, nonostante le nostre iniquità. - Sottomettersi al Signore
Nel versetto 9 di Luca 15 il figlio perso desidera tornare a casa di suo padre, almeno per beneficiare delle benedizioni nella posizione del servo.
Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio, trattami come uno dei tuoi uomini.
Possiamo sentirci sdegni di continuare ad essere figli di Dio. Infatti, se il Signore considera la sua Santa giustizia, ci condannerà immediatamente dopo il peccato.
Non ci sarà nessun posto per noi nella casa del Padre! Ma in Gesù Cristo abbiamo
L’audacia per venire a Signore. Mancanza di considerare questo c’impedisce di ringraziare il nostro Signor Gesù di aver preso l’ira di Dio prendendo il nostro posto.
Non siamo degni di niente ed è giusto che umiliamo noi stessi come il figlio prodigo, contemplando e apprezzando il valore dell’opera espiatoria di Gesù Cristo. - Menzionare il peccato specifico
In versetto 21 di Luca 15 il figlio dice: Padre, ho peccato contro il cielo, e contro te.
Come ho riassunto prima: quando viviamo la nuova vita nella nuova natura non siamo considerati di peccare continuamente. Non sarebbe giusto ogni sera dire al Signore che siamo poveri peccatori come se non c’è la facciamo a non peccare e che Lui ci deve semplicemente perdonare.
Con una frase del genere rifiutiamo la nostra nuova natura, neghiamo l’opera di Gesù e l’esistenza dello Spirito Santo! Il Signor Gesù non è morto per peccati generali. Non, ciascuno e tutti i peccati ha contributo alla Sua sofferenza quindi ciascuno e tutti i peccati vanno confessati separatamente! Il Signore vuole che Lo diciamo i peccati specificatamente. - Chiedi perdono attraverso il Sangue di Gesù Cristo
Un’altra parte difficile del processo di confessione è il seguente. Una volta confessata I nostri peccati al Signore tendiamo a fermarci là e promettiamo di non farlo più. E dopo cela mettiamo tutta per non peccare più. Fino a quando cadiamo la prossima volta e poi diventa ancora più difficile affrontare il Signore…
Perché questo è cosi difficile per noi? E’ perché dimentichiamo la parte più importante della confessione: il peccato potrà essere cancellato solo attraverso il Sangue di Gesù. Non per la nostra performance.
Non per lo sforzo nostro cosi non possiamo sfoggiare negli occhi del Signore.
Non per il nostro tentativo di sopportare i nostri peccati da soli.
Non compensando il peccato facendo buone opere per piacere al Signore.
Dobbiamo accettare il dono della Sua vita e apprezzarLa! Il figlio prodigo non fa nulla quando trova suo padre; lui riceve semplicemente una veste, un anello, sandali e una festa!
Di nuovo bisogna prendere la posizione umile e accettare che solo e solo l’opera redentivi di Gesù Cristo cancellerà I nostri peccati. Solo inginocchiandosi di fronte alla croce possiamo ricevere il perdono. Solo allora il nostro cuore sarà sollevato perché il peccato non esiste più per il Signore come leggiamo da Ger 31:34 ed Ezech 33:16.
In più dobbiamo accettare che il peccato non esiste più. Peccati ripetitivi non esistono negli occhi del Signore. Ogni volta è come commettere il peccato per la prima volta. Mc 7:19 dice che le nostre iniquità sono buttati nel profondo del mare. E sono interdetti al pesce!
Redenzione
Finalmente vorrei sottolineare opera redentivi del Signore in modo farci riconoscere il valore della Sua azione.
In Isaia 59:15-17 vediamo che poiché il Signore era dispiaciuto perché non c’era giustizia, Lui stesso ha organizzato il piano divino. La Sua opera redentivi significa che i nostri peccati sono caricati su di Lui (2Co5:21).
Lui non ha semplicemente ricevuto l’ira di Dio come punizione dei mostri peccati, non di più: E’ stato reso peccato!
Ci rendiamo conto del significato profondo di questo? Vuol dire che i versetti 2 a 13 non si riferiscono alle opere degli israeliti; neanche i nostri, ma applicati a Lui quando era sulla croce nelle 3 ore d’oscurità, separato da Dio.
Vogliamo avere la risposta sulla domanda che Gesù ha gridato sulla croce: Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?
LA risposta lo troviamo in Isaia 59. Dio doveva nascondere la Sua faccia e chiudere le Sue orecchie da Lui perché:
- Versetto 2: Gesù era pieno d’iniquità
- Versetto 3: Le mani di Gesù erano contaminate di sangue e le dita con iniquità. Le Sue labbra ha proferito menzogne e la Sua lingua sussurrava perversità
- Versetto 4: Gesù ha concepito miseria e malanni.
- Versetto 6: Le opere di Gesù erano d’iniquità e violenza
- Versetto 7: Il Suo piede correva al male per spargere sangue innocenti. I Suoi pensieri erano malvagi e la Sua strada piena di distruzione e rovina
- Versetto 8: Il percorso di Gesù era senza pace e giustizia.
- Versetto 12: Le trasgressioni di Gesù erano moltipliche.
- Versetto 13: Gesù era ribelle e traditore contro il Signore. Ha provocato l’oppressione e rivolta e Ha meditato parole di menzogna.
Questo è il modo in cui Dio guardava Gesù sulla croce!
Il nostro redentore ha pagato tutto secondo quello che noi abbiamo fatto.
E’ stato condannato per ciascuno di noi e ogni peccato commesso ed ancora da commettere.
Dunque, voglio finire ripetendo che dobbiamo essere seri nel:
- Riconoscere I nostri peccati
- Specificare I nostri peccati
- Chiedere perdono per i peccati
- Confidare nella redenzione di Cristo per i nostri peccati
Non dobbiamo dimenticare questa frase di un canto che tutti noi conosciamo.:
“Mai capirò il costo che
Il mio peccato ebbe per Te sulla croce”

