Leggiamo Isaia 47:1-15.
Babilonia era usato come la frusta di Dio per castigare il popolo d’Israele.
Nel libro d’Ezekiele Babilonia è citata come la spada di Dio (Ezek 21).
Per quale ragione il Signore dovrebbe lasciare gli stranieri che non lo adorano a castigare il Suo popolo?
Perché dovrebbe usare i Gentili per punire gli Israeliti?
Perché gli Israeliti sono stati portati in esilio in Babilonia, una città dove si praticava l’idolatria?
Era lo scopo principale di Dio di portare gli Israeliti al pentimento.
Il periodo d’esilio era un periodo temporaneo per castigare il Suo popolo.
Era chiaro che questo non sarebbe stato per l’eterno come possiamo vedere dalla profezia di Daniele: prenderà solo settantanni poi il popolo sarà riportato nella loro terra Promessa.
Possiamo vedere dall’Is 47 che i Babiloni, qui rappresentata da una donna, sono stati molto ribelle al popolo di Dio.
Abbiamo visto nei capitoli precedenti come il Signore ha usato gli Assiriani per castigare il Suo popolo.
Anche questa gente non aveva trattato bene gli Israeliti e sono stati puniti per questo.
Da questi fatti capiamo che gli strumenti usati da Dio non erano santi e in più contenevano elementi peccaminosi.
Per imparare qualcosa di più nel modo in cui il nostro Signore interferisce con il Suo popolo, dobbiamo leggere un po’ di più della donna, chiamata Babilonia.
Torniamo alla prima volta in cui Babilonia è citato nella bibbia: Genesi 11.
Leggiamo Genesi 11:1-9.
La torre di Babele è il simbolo dell’orgoglio dell’uomo.
Anche se Dio aveva ordinato l’umanità in Genesi 9:1 di stendersi in tutta la terra, la gente ha voluto rimanere insieme per evitare di essere sparsi. Diretto da Nimrod (Genesi 10:8-10), hanno iniziato a costruire la prima città del mondo: Babele.
Con quest’atto hanno disobbedito Dio.
A parte questo hanno anche fatto una grande torre d’altezza 90 metri in questa città rappresentando la loro potenza e indipendenza.
Questa torre era probabilmente usata per guardare le stelle e praticare l’astrologia, stregoneria e definire gli oroscopi.
Hanno rimpiazzato la loro fiducia in Dio introducendo religioni false. Invece di lasciare Dio a guidare la loro vita, hanno letto il futuro dalla costellazione delle stelle. Alla cima della torre hanno costruito un tempio per il dio Marduk, anche chiamato Bel.
In questo tempio abitava una donna Babilonese che era stata nominata da Marduk (che vuole dire Satana).
Lei era simbolo della religione idolatra.
Adesso andiamo dal primo libro all’ultimo libro della bibbia: l’Apocalisse.
Nell’Apocalisse 17 vediamo ancora questa donna Babilonese (Apocalisse 17:1-5).
Come nell’Isaia, lei è qui rappresentata come una prostituta. Dal potere di Satana è stata capace di sedurre l’umanità dal principio. Lei è simbolo d’idolatria.
Come abbiamo gia visto: nella bibbia l’idolatria è vista da Dio come fornicazione e questo spiega la sua professione di prostituta.
Lei è descritta come una molto ricca e questo significa che lei ha avuto molti seguaci; gente che praticava l’idolatria.
Leggiamo adesso Apocalisse 18:1-3.
In questa parte diventa più chiara quanto cattivi sono i suoi maneggi: sono legati ai demoni e spiriti cattivi. Tanta gente è stata seduta da lei e tanti di loro sono diventati anche ricchi vendendo i suoi maneggi per esempio, cartomanti, magi, ecc.
Apocalisse 18:5 ci dice che i suoi peccati erano cosi tanti che raggiungevano il cielo: vi ricordate la torre di Babele! Ad un certo punto il Signore la fermerà e lei verrà condannata nel fuoco bruciante (versetto 8).
Ritornando all’Isaiah 47, vediamo che la distruzione della donna Babilonese era gia stata predetta. Il versetto 10 pone l’accento sul fatto che le sue attività erano cattive. Nel versetto 12, sono attribuite a lei diverse cose malanni: magia, stregoneria, oroscopo, astrologia, ecc.
E come nell’Apocalisse la sua fine e quella dei suoi seguaci è predetta nel versetto 14: bruciati nel fuoco.
E’ notevole che la Parola di Dio è cosi invariabile: i diversi libri sono scritti in tempi diversi, ma i tema non cambia. Inspirati dallo Spirito Santo, i diversi scrittori (Mose scrisse Genesi, Isaia scrisse il libro d’Isaia e Giovanni scrisse l’Apocalisse) descrivono lo stesso evento e predicono lo stesso futuro.
Questo principio è molto incoraggiante da scoprire perche ci mostra che il nostro Signore non cambia ed è fedele.
I Suoi pensieri e piani non sono soggetti a capricci. Lui è in controllo dal principio fino alla fine. Niente sfugge la Sua attenzione. E in più: tutto serve ai Suoi piani.
Uno può dire: è bello sentire di Babele, ma che lesione pratica può ricavare da questo?
La prima cosa da capire e accettare che il Signore è sempre in controllo.
Anche se può sempre sembrare che il male ha l’estrema potenza e governa il mondo, noi sappiamo dall’Apocalisse che Dio ha l’ultima parola e alla fine distruggerà il male.
Il secondo punto, abbiamo visto che il Signore usa qualsiasi circostanza, bene o male, per I Suoi scopi. Tutto quello che succede nella nostra vita e nella nostra vicinanza, serve nei piani di Dio. Anche quando roviniamo la nostra vita, Lui è capace di girare le cose cattive a le cose buone.
Il terzo punto, come abbiamo visto con gli Israeliti nell’esilio di Babelonia e come ci accorgeremo inseguito, Dio può intenzionalmente coinvolgere Satana e sua potenza malanno per raggiungere i Suoi scopi.
Lui non farebbe questo se non fossi onnipotente e onnisciente. Lui è veramente l’Essere Supremo!
Come il Signore usò gli Assiriani e i Babilonie per purificare gli Israeliti, Lui può usare le potenze cattive per castigare il Suo popolo.
Vediamo adesso il prossimo esempio:
Confrontiamo Primo Cronache 21:1 con Secondo Samuele 24:1.
Nel Primo Cronache leggiamo che Satana si èmesso contro Israele ed ha spinto Davide a peccare contro Dio.
Nel Secondo Samuele leggiamo che Dio stesso ha spinto Davide a peccare!
Questo implica che i libri della bibbia si confondono?
Ci sono delle diversità nella bibbia?
Non, possiamo essere sicuri che i scrittori di questi libri erano tutti inspirati dallo Spirito Santo. Lo Spirito Santo non fa mai un errore. Questo ci porta a concludere che le due parti non sono paradossali e devono essere complementari all’un l’altro.
Mi spiego. L’ira di Dio era stato causato da un peccato non specificato di Davide, ma anche dai peccati d’Israele.
Il Signore non era soddisfatto dalle motivazioni, obiettive e azioni di Davide.
Chissa forse il cuore di Davide era diventato orgoglioso dopo tutte le benedizioni e conquiste.
Il capitolo prima di Secondo Samuele 24 descrive gli uomini potenti di Davide e il capitolo prima di Primo Cronache 21 racconta della conquista dei Filistei giganti.
Può darsi che Davide iniziava a fidare più alla sua forza e intuizioni che al suo Dio.
Finalmente per misurare la sua potenza è stato spinto da Satana di contare tutti i suoi guerrieri in ogni tribù e di fare una stima di quanti abitanti nel suo regno gigante.
Davide stesso aveva seminato il seme di glorificazione di se stesso, ma Satana è stato mandato a sedurre Davide di andare avanti fino a raggiungere il punto culminante della punizione di Dio.
Né Dio né Satana aveva forzato Davide a peccare, ma Dio ha permesso a Satana di tentare Davide e lui ha aveva scelto il peccato.
Satana ha incitato Davide a fare il censimento della popolazione, dalla stima di se stesso, e il Signore ha comprensivamente usato Satana per compiere il Suo piano.
Quale era la volontà di Dio nella vita di Davide in questo momento particolare?
Con il censimento Dio voleva rivelare la condizione del cuore di Davide. Lui voleva far accorgere a Davide del suo cuore orgoglioso in cui non c’era più posto per il controllo di Dio.
Abbiamo letto che Dio aveva colpito Israele per il censimento e solo ora gli occhi di Davide erano aperti e lui si era pentito delle sue azioni.
Un altro esempio vediamo nel libro di Giobbe.
Leggiamo Giobbe 1:6-12.
Per iniziare con l’ultimo versetto: Dio aveva permesso a Satana di tentare la fede di Giobbe attaccando tutto quello che possedeva. Con la permissione di Dio, Satana puntava su Giobbe stesso. Ora, in questo caso è Dio stesso che ha iniziato il dialogo con Satana. Non è Satana che dirigeva il discorso su Giobbe. Satana ha semplicemente posto una domanda che poteva essere posta da qualsiasi persona: Giobbe serve Dio con motivazioni pure oppure lui è lì solo fintantoché riceve le benedizioni?
Satana aveva ricevuto luce verde di prendere tutto quello che possedeva Giobbe: la sua famiglia e la sua ricchezza enorme.
Dopo questo leggiamo nel versetto 22 che Giobbe non ha peccato ne si è lamentato con Dio.
Leggiamo dal Giobbe 2:1-10.
Quando Dio disse a Satana che Giobbe non perdesse la sua fede dopo aver perso la sua famiglia e tutto quello che aveva, Satana afferma che quando la salute di Giobbe sarà toccata, lui cadrà. Di nuovo il Signore ha consegnato Giobbe nelle mani di Satana con l’unica limitazione di non toccare la sua vita.
Dopo di questo la moglie di Giobbe si è arresa e lo ha lasciato. La fede di Giobbe in ogni modo è rimasta forte.
Alla fine del libro di Giobbe vediamo che Dio restituisce tutto quello che Giobbe aveva perso e ha ricevuto anche il doppio di quello che aveva prima. E lui aveva avuto ancora sette figli e tre figlie.
La storia di Giobbe contiene una cosa difficile: Giobbe doveva soffrire perché Dio contestava con Satana. Né Giobbe né i suoi amici sapevano di questo quindi cercavano di spiegare la sua sofferenza dalla percezione della loro ignoranza, fino a quando Giobbe torna completamente a mettere la sua fede nella bontà di Dio.
Quello che noi possiamo imparare da questo è che: anche quando non ci sono spiegazioni razionali o teologiche per un disastro o dolore, dobbiamo affidarci a Dio.
Abbiamo visto il risultato dei trattamenti di Dio, che Lui è molto pietoso e misericordioso.
Satana ha perso la discussione perché Giobbe è rimasto fedele.
Nell’Apocalisse 12:10 e primo Pietro 5:8 leggiamo che ‘l'accusatore dei fratelli’ continua ad andare ‘avanti e in dietro nella terra’. I servitori di Dio continuano apprendere affidarsi al Giudice che sa tutto, che è potente dell’universo per quello che non riescono a capire.
In questi esempi abbiamo visto la motivazione di Dio quando usa Satana per interferire nella vita dei Suoi figli: per purificare la vita dei credenti (vedi anche Secondo Cronache 12:7-10) e per rafforzare la loro fede.
Altri obiettivi possono essere per giudicare i peccatori (Marco 4:15, Secondo Corinzi 4:4) oppure per disciplinare la Sua chiesa (Primo Corinzi 5:1-5, 1 Timoteo 1:20).
Quando capiamo che l’Onnipotente è anche capace di mobilizzare il malanno per raggiungere il Suo scopo, possiamo diventare ansiosi per Satana e la sua potenza.
In Zeccaria 3:1-5 vediamo che Satana non sarà mai capace di portare gente del Signore alla giustizia. Le vesti bianche puntano alle vite purificate. La purificazione rimuove l’iniquità.
Satana può essere usato per la purificazione ma non rapinerà mai nessun figlio di Dio.
Con le vesti bianche su non ci sarà nessun’accusa contro di noi. Anche se Satana era usato per purificarci, non ha nessun argomento per portarci alla condanna.
Il Signore ha la risposta finale e non permetterà mai che uno dei Suoi figli viene catturato dal male; il prezzo pagato con il sangue del Suo Figliolo era troppo alto.
Finiamo con le parole dai Romani 8:38-39:
Sono convinto che niente potrà mai separarci dal Suo amore. Né la morte, né la vita, né gli angeli, né i capi spirituali, né il presente, né il futuro né le potenze demoniache e neppure le altezze o le profondità, nessuna cosa che Dio ha creato sarà mai capace di separarci dall'amore che Dio ci ha mostrato in Gesù Cristo, nostro Signore!

