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Leggiamo 49:5: Mi ha formato fin dal grembo materno per essere Suo servo
Come possiamo ricordare, nel capitolo 42, abbiamo trattato “il Servo del Signore”.
Adesso guarderemo più profondamente al Servo nei prossimi 4 capitoli cioè, 49, 50, 52 e 53.
E’ molto chiaro che il popolo di Dio, Israele, era molto lontano da quello che il Signore desiderava loro di essere.
Invece di lodare il Suo nome, hanno commesso l’idolatria.
Invece di avere fiducia in Lui, si sono affidati alle grandi nazioni.
Invece di obbedire i Suoi comandamenti, hanno seguito i loro desideri.
Invece di vivere una vita di giustizia, hanno scelto per la condanna e la distruzione.
Se siamo onesti con noi stessi e conosciamo i nostri cuori, ammetteremo che non siamo diversi da Israele.
La nostra natura umana non può farcela con le richieste di Dio.
La nostra carne ribella naturalmente contro di tutto quello che è Divino.
Anche se siamo stati rinati e ricevuti la vita nuova, siamo capaci lo stesso di seguire la nostra carne.
Romani 7:21-24 riflette su questa lotta.
Vediamo che il male può rimanere in noi. Come gli Israeliti, conosciamo la legge e i comandamenti di Dio, ma ci sentiamo forzati ad agire secondo la legge del peccato.
Poiché noi siamo credenti, il peccato non ha controllo su di noi come ha per i non credenti, ma il peccato rende la nostra carne prigioniera. Il peccato ci contamina e frustra i nostri desideri per obbedire la volontà di Dio.
Sentendo questo, ci chiediamo la stessa domanda come nel Rm 7:24 Chi mi libererà da questo corpo di morte? Cioè, come possiamo essere deliberati dalla legge di peccato?
Rm 7:25 ci dà la risposta che ci solleva: Solo attraverso Gesù Cristo!
Non c’è condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. In Cristo Gesù non dobbiamo più sentirci colpevoli visto che i nostri peccati sono stati perdonati.
Questo vuole dire che in Cristo Gesù siamo liberi dal nostro cammino nella carne.
Attraverso di Lui lo Spirito di Dio vive in noi. Invece di concentrarci a piacerci a Dio cercando di mantenere i Suoi comandamenti possiamo ora camminare nello Spirito.
Rm 8:14 ci dà una corretta definizione di figli di Dio: “Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio”.
Adesso possiamo veramente dire: “Abba Padre”
Dobbiamo ammettere che è solo grazie a Signore Gesù che oggi siamo quello che siamo: figli di Dio. La Sua Persona è la cosa più importante per la nostra salvezza. Non possiamo rendere abbastanza evidente quest’aspetto. Non possiamo prendere abbastanza tempo per pensare al nostro Salvatore prezioso. Questo è esattamente quello che noi faremo durante gli studi dei prossimi capitoli d’Isaia: Tratteremo dettagliatamente Gesù Cristo come Servo del Signore.
Torniamo adesso al libro d’Isaia.
Dopo tanti capitoli di avvertimento, Isaia inizia a profetizzare di Uno che metterà apposto le cose. Poiché gli esseri umani non sono capaci di compiacere a Dio, Lui ha provveduto per Uno che compiaccia completamente a Lui e in più salva tutte le persone che riconoscono che non sono capaci di servire Dio. Lui è Uno che cambierà la storia; cambierà il destino dell’uomo; conquisterà la morte e la distruzione, arrangerà la vita eterna nella presenza santa di Dio.
Pensando a una persona con questo grande incarico umanamente ci immaginiamo una persona forte, che comanda con mano potente, che può influenzare, è radicale, che ha una carisma arrogante, uno che impone l’obbedienza, uno che ignora i poveri e i deboli, uno che guarda le situazioni in modo superficiale e non va nei dettagli, è egocentrico, è esigente, difficile da soddisfare e richiede attenzione.
In Isaia questa Persona è chiamata “Il Servo di Dio”. Questa descrizione non si allinear con la nostra percezione di salvatore del mondo! Ma i nostri pensieri non sono quelli del Signore e nostri mezzi non sono Suoi (Is 55:8). Dove ci aspettiamo una monarca potente Lui ci presenta un servo; e sappiamo che Isaia si riferisce alla Persona del Signore Gesù Cristo.
Isaia ha descritto la persona di questo servo 4 volte nel suo libro. Ogni descrizione rileva aspetti diversi. Riconosciamo questo modello?
Ci ricordiamo dello studio che abbiamo fatto sul tabernacolo e sui 4 Vangeli?
E’ bellissimo vedere come ogni tanto la Parola di Dio rende tanto evidente il panorama colorito del Signor Gesù Cristo.
Riguardiamo queste descrizioni.
Ripetiamo brevemente quello che abbiamo studiato dei veli nel Tabernacolo, rappresentando Cristo Gesù come la via al Padre:
Come abbiamo visto entrambi i veli hanno diversi colori e questi colori ci dicono della qualità del Signor Gesù.
- Bianco rende evidente la Sua Santità, che vuol dire che Lui era senza peccato.
- Celeste rende evidente la Sua origine divina.
- Viola rende evidente il fatto che Lui è nato come Re.
- Scarlatto rende evidente il Suo Corpo e Sangue attraverso i quali siamo salvati
Adesso aggiungiamo quello che abbiamo imparato nello Studio dei Vangeli: I 4 colori dei veli sono rappresentati dai 4 Vangeli. Le qualità del Signor Gesù sono descritti nei 4 Vangeli ma ciascuno mostra aspetti differenti:
- Bianco è la natura umana perfetta di Cristo, descritta nel Vangelo di Luca.
- Celeste descrive Cristo come Figlio di Dio nel Vangelo di Giovanni.
- Viola è il colore del Re descritto nel Vangelo di Matteo.
- Scarlatto è il colore di sangue puntando a Gesù Cristo come Servo nel Vangelo di Marco.
Prendendoli insieme, i 4 vangeli ci danno una completa fotografia di Cristo Gesù!
Una struttura analoga lo scopriamo in Isaia dove 4 capitoli sono usati per rendere evidenti diversi dettagli della personalità del Servo:
- Capitolo 42:1-9 ci dice del Servo Che porterà la giustizia, il giudizio e la Sua gentilezza. Questo può essere visto come l’incarico reale di Gesù descritto nel Vangelo di Matteo.
- Capitolo 49:1-13 ci dice della Sua missione e successo spirituale. Nonostante la Sua natura umana, il Servo rappresenta un’attegiamento santo e perfetto nell’aderire alla volontà di Dio. Questo tema vediamo nel Vangelo di Luca, mostrando Gesù come Figlio dell’Uomo.
- Capitolo 50:4-11 ci dice dell’obbedienza del Servo di Dio. Il Vangelo di Giovanni scrive tanto dell’obbedienza di Gesù a Dio come Figlio di Dio.
- Capitolo 52:13-53:12 ci dice della sofferenza e umiliazione del Servo. Questo aspetto può essere applicato tipicamente su un servo e identifichiamo qui il Vangelo di Marco.
Il Servo come Re
Questa domenica invece di trattare il capitolo 49, che vedremo solo la prossima volta, voglio vedere la prima descrizione del Servo del Signore. Abbiamo visto questo gia nel capitolo 42, e voglio che lo rivediamo.
Leggiamo Is 42.1-9.
Riconosciamo che il tema di questa sessione è “giustizia”. Qui in 3 volte è scritto che il Servo del Signore porterà la giustizia. Questo è quello che aggiusterà le cose che significa portare la “giustizia”: Lui stabilirà le cose come devono essere, come voluto da Dio dal principio.
Quindi, quando Isaia dice che il Servo del Signore porterà giustizia nel mondo, lui sta dicendo che il Servo stabilirà le cose secondo lo standard corretto; finalmente le cose saranno come dovuti dal principio.
Che parliamo della società o la casa o noi stessi, è solo il Servo del Signore che può portare le cose in allineamento con lo standard di Dio. Nessun’altro può, non c’è alternativa al Servo del Signore.
Adesso tiriamo una riga sul Vangelo di Matteo. Matteo si concentra sul Regno dei cieli. L’espressione “Regno dei cieli” è usato 32 volte in questo Vangelo e nessun’altro posto nella bibbia. Capiamo facilmente che questo tema è direttamente connesso al punto di vista di Matteo sul Signor Gesù: lui si concentra su Gesù come Re che regna in modo giusto nel Regno dei cieli. Quindi le proprietà del Regno dei cieli sono basati sulla giustizia.
Il Regno dei cieli è gia una realtà oggi nei nostri cuori, anche se non è chiaramente visibile al mondo. Il mondo è in pratica controllato ancora dal governatore del mondo: Satana.
Matteo ha registrato 5 importanti sotto temi legati al Regno dei cieli:
- Il Sermone sul Monte (Ch 5-7)
- La commissione degli apostoli (Ch 10)
- Le parabole che descrivono il Regno (Ch 13)
- Il discorso sulla natura infantile del credente (Ch 18)
- Il discorso sulla Seconda venuta del Signore Gesù (Ch 24,25)
Nel primo tema, il Sermone sul monte, il Signore Gesù ha spiegato il significato completo della legge, come data da Mose nel vecchio testamento. Ha mostrato che le esigenze della legge sono piene di giustizia ma umanamente impossibile da seguire. Lui ha chiarito il fatto che non è merito di neanche un singolo umano ma è tutto solo per la Grazia Divina che ci dà la Salvezza. In altre parole: è solo attraverso la giustizia di Gesù Cristo che siamo messi in accordo con Dio. E’ solo attraverso di Lui, il Servo di Dio, che non siamo condannati dalla legge. Lui ha compiuto la legge per noi e adesso noi viviamo nel Regno dei cieli di Cristo. Il Re del Regno ha gia arrangiato la cittadinanza di tutti i suoi cittadini.
Nel secondo tema, la commissione degli apostoli, il Signore Gesù ha delegato il Suo potere agli apostoli di perdonare il peccato, di guarire le malattie e di cacciare i demoni, mostrando chiaramente che il Regno dei cieli è supremo sopra il peccato e Satana. Noi siamo messi nella stessa posizione: non per la nostra potenza ma solo per la potenza del Signore. Siamo solo degli ambasciatori in questo mondo per proclamare il Vangelo e annunciare la venuta del Re.
Le parabole che parlano del Regno dei cieli nel terzo tema sono un modo per insegnare le proprietà del Regno. Le parabole erano infatti delle analogie che rivelano in modo nascosto la verità del Regno che poteva essere capito solo dai credenti. In Matteo 13:11 il Signore Gesù parla del “mistero” del Regno.
Anche se il Vangelo è predicato in tutto il mondo, non è detto che tutta la gente diventerà membro del Regno dei cieli. Il Vangelo offre il mezzo per la Salvezza per fede; ma è sempre la nostra responsabilità umana ad agire per la chiamata. Solo quelli che si arrendono completamente e abbandono i loro desideri umani, sono capaci di vedere e capire.
Il quarto tema è legato al terzo tema e descrive uno degli importanti principi celesti nel Regno: diventare come bambini. Dà una fotografia della fede come una dipendenza semplice, indifesa, fiduciosa di quelli che da soli non hanno nessuna prestazione e mezzo.
Leggiamo Mt 18:4, 5: Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino sarà lui il più grande nel regno dei cieli. E chiunque riceve un bambino come questo nel nome Mio riceve Me.
Il versetto 4 dice che prima dobbiamo diventare come bambini nel senso d’essere umili.
Un bambino non considera se stesso importante e si fida a quello che i genitori fanno per lui. Nello stesso modo dobbiamo ricordarci che non siamo nulla, che non contribuiamo niente della nostra forza al regno dei cieli, e che dipendiamo completamente al Padre nel Cielo. Questo è il modo in cui Dio vuole che siamo. Il Regno esiste solo per i bambini…
L’ultima sotto tema descrive quando il regno dei cieli si realizzerà in terra durante i mille anni di regno del Cristo. Grazie a Gesù Cristo siamo gia parte del regno dei cieli, per fede. Portiamo il principio della giustizia e giudizio nei nostri cuori convertiti. Ma nel futuro, quando il Signore Gesù verrà per la seconda volta nel mondo, Lui stabilirà letteralmente il Suo Regno.
Leggiamo l’Apocalisse 19:11-16.
Nella Sua venuta il mondo Lo riconoscerà come il vero Governatore. Lo hanno gettato e sdegnato ma ammetteranno i loro sbagli. Ogni ginocchio si piegherà, liberalmente o per forza, per il Re.
Ma vediamo adesso la nostra posizione come descritta in versetto 14: siamo l’esercito del cielo, seguiamo il Re quando arriva, vestito in lino fino, bianco e pulito!
Conclusione:
Ricordiamo che abbiamo iniziato riconoscendo la nostra lotta giornaliera di fare la Sua volontà e di trascurare la nostra natura peccatrice, come descritta nel Rm 7. Ma quando il Regno sarà stabilito non inciamperemo più; avremo la vita santa, rappresentata dalla nostra veste bianca.
Lodiamo il Servo del Signore, il nostro Re, Che ha arrangiato tutte le cose in modo perfetto. In Lui abbiamo la giustizia. Amen!
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| Isaia 49.mp3 | 11.36 MB |

